Spesso i genitori si chiedono come mai a volte i figli raccontino delle bugie preoccupandosi di
questo aspetto.
Analizzando la questione, possiamo affermare che la menzogna ha una vera e propria
evoluzione durante il percorso di vita: i bambini cominciano a raccontare bugie all’età di due
anni, ma è verso i quattro anni che la menzogna viene utilizzata consapevolmente per
mascherare alcuni piccoli misfatti.
Tutte le fasce d’età mentono in determinate situazioni, anche se la tendenza nasce nella prima
infanzia, per raggiungere il picco durante l’adolescenza, con una curva discendente nell’età
adulta.
Può sembrare che la bugia sia un prodotto semplice e casuale, ma in realtà richiede un’abilità
cognitiva notevole.
Il bambino verso i 4 anni di età, riesce a rendersi conto che gli altri possono avere un pensiero
diverso dal proprio ed inizia a padroneggiare le sue capacità che gli consentono di interagire
con le credenze di chi gli sta di fronte; naturalmente deve possedere una buona capacità di
inibizione ed una buona memoria per ricordare le bugie.
Un altro aspetto determinante che induce il bambino a sviluppare la capacità di mentire,
riguarda la sua primissima vita sociale in famiglia, specie quando vi è la presenza di altri
fratelli o sorelle: avere altri componenti potrebbe affinare le sue abilità a raccontare bugie o,
nel caso di fratelli minori, il più grande potrebbe utilizzare la sua maggiore età per manipolare
il più piccolo nel gioco.

I genitori svolgono un ruolo fondamentale nell’educare i figli all’onestà. Talvolta si è rivelato
efficace anche il solo raccontare la fiaba attribuita ad Esopo “Al lupo! Al lupo!”.
Occorre sempre ribadire che la verità è una grande dote e che alla fine paga. Li si deve lodare
quando dicono il vero affinchè si rendano conto di essere nel giusto.
Un metodo semplice da attuare è quello di farsi promettere solennemente di dire la verità, e
questa presa di coscienza è utile anche negli adolescenti, mentre nei piccolissimi un sistema
efficace è quello di raccontare piccole marachelle di fronte ad uno specchio, in modo da
sviluppare una sorta di auto giudizio .
Lo studio sulle bugie nell’età adulta e negli anziani è tuttora in fase di esplorazione, sia sulle
motivazione che sulle dinamiche che precedono l’utilizzo della menzogna.
Andranno considerate le frequenza con cui vengono raccontate le bugie, il tipo e l’evoluzione
nel tempo, oltre a valutare i collegamenti con i fattori cognitivi e sociali.
Se per esempio, le persone in età avanzata tenderanno a mentire sul proprio stato di salute,
sarà necessario promuovere una comunicazione onesta tra i medici ed i loro pazienti.